Gruppo indie rock bolognese nato nel 2009 formato da tre DJ di Radiocittà Fujiko di Bologna: Lodovico Guenzi, Alberto Cazzola e Alberto Guidetti.  Dopo un primo EP edito solo sul loro Myspace si sono aggiunti Enrico Roberto e Francesco Draicchio. Hanno esordito con l'EP Welfare Pop nel 2010 seguito l'anno successivo da un secondo EP Amore ai tempi dell’Ikea. Nel 2012 hanno pubblicato il loro primo album Turisti della Democrazia, pubblicato poi nel 2013 in versione deluxe con in aggiunta un disco contenente i brani dell'album rivisitati da artisti italiani. Per questo lavoro, tra i più discussi album usciti in ambito indie rock in Italia, hanno ricevuto la Targa Giovani Mei e il Premio SIAE "Miglior Giovane Talento dell’Anno e altri riconoscimenti.

 

Formazione

  • Alberto Cazzola - vocebasso
  • Francesco Draicchio - sintetizzatori
  • Lodovico Guenzi - vocechitarrepianoforte e sintetizzatori
  • Alberto Guidetti - drum machinesintetizzatori voce
  • Enrico Roberto - vocesintetizzatoricori

Album

  • 2012 Turisti della democrazia (Garrincha Dischi)
  • 2013 Turisti della democrazia Deluxe Edition, con un CD aggiuntivo e collaborazioni di 99 posseGazebo Penguins, Giovanni Gulino dei Marta sui tubi e altri artisti. (Garrincha Dischi)

EP

  • 2010 Welfare Pop (Garrincha Dischi)
  • 2011 Amore ai tempi dellIkea (Garrincha Dischi)

 

In una recensione di Ondarock si legge:

“Ai tassisti di tutta Italia, ai farmacisti, ai notai, ma anche ai lavoratori flessibili, sì parliamo anche a voi cari co.co.co. Cosa sia lo stato sociale, il Welfare State, magari non l'abbiamo/avete mai davvero avuto a fuoco. Spiegamolo una volta per tutte, "famolo" semplice, chiaro ed elementare. E ce lo facciamo dire con le canzoni. Canzoni che parlano di quotidianità, tra citazionismi vari (Blur, Apparat), depressioni esistenziali, un po' di voglia di scappare e di rimanere a risolverli questi problemi, di occhiali da pentapartito e mille altre cose. Del resto, c'è più vita in cinque amici veri che appena possono corrono a far baldoria su e giù per lo stivale, accalcati come sardine nell'auto di papà, che in cento aperitivi consumati nel localino trendy di turno con cinquanta conoscenti perfetti sconosciuti il giorno dopo. Diciamo anche questo. Diciamo anche che Lo Stato Sociale è una band tutta particolare. Diciamo che per questi cinque ragazzi l'amicizia è tutto. Essere viscerali ed essere pienamente se stessi sul palco, è la regola numero uno. Regola numero due fregarsene dei tempi, delle tendenze, del groove psicolabile, del richiamino d'oltremanica, del motivetto due accordi per cuori dispersi e della critica. Esatto. Fregarsene anche della critica, di noi che magari scriviamo "cose incomprensibili", come affermava a suo tempo anche Sua Maestà Frank Zappa (che Dio lo benedica in ogni momento). La regola numero tre è rigare dritto e rincarare la dose. Sempre e comunque. 
Con "Turisti della democrazia", questi cinque allegri "ragazzuoli" superano ogni steccato, lasciando a casa tutti i compromessi con l'industria discografica pseudo-underground, ma soprattutto con tutta la ciurma indie rimasta per troppo tempo stesa al sole come aspiranti veline sul primo yachtper Punta Lada. Nel primo long playing dei bolognesi si liberano in alto undici filastrocche pungenti e inafferrabili come un'ape impazzita e ormai troppo lontana dal proprio alveare. È dunque subitodrum machine sugli scudi in "Abbiamo vinto la guerra", seguita dall'elettro-pop tagliato male di "Mi sono rotto il cazzo", (s)confessione sincera eretta a status symbol interiore di una gioventù stanca di questa società moderna (?) che trasuda ipocrisia da ogni poro, nascondendosi come una capra impaurita nel fin troppo comodo qualunquismo dell'etere. E se il piglio britpopparo - quello giusto - di "Vado al mare" scade forse alla distanza, ci pensa "Sono così indie" a riprendere le fila del discorso, declinando tutti i luoghi comuni del microcosmo - ma nemmeno più tanto micro - indipendente. I deliziosi tre minuti freno a mano tirato di "Maiale", intrisi di tepori chilly, segnano la svolta dell'album. Da qui si infila una tripletta fenomenale: "Ladro di cuori col bruco" indovina tutto. Parte con cassa decisa in 4/4, voce in recitato decisa e suadente, e in un climax continuo si consuma una scia eurodance che ti riporta indietro di quindici anni, prima che "Amore ai tempi dell'Ikea" getti le basi per il momento romantico del disco, in un intreccio di profluvi d'amore tra scuola Morr Music e il Canada. "Quello che le donne dicono" sembra "Nord Sud Ovest Est" degli 883 con dentro Perturbazione e la Lambada. La già cliccatissima "Pop" e l'elettro-mestizia di "Seggiovia sull'oceano" chiudono l'album alla stregua di un clown in preda a un delirio di sapienza. 
Buon Souvenir.”

Il 15 agosto con un concerto gratuito saranno i primi special guest del GallinaRock 2013!

 

Clicca qui per ascoltarli!

 

 

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